Da Job Campus ad Amazon

“Tutto ciò non sarebbe stato possibile se non fosse stato per questo progetto”.

Condividiamo con piacere la lettera di Davide, uno degli studenti che ha partecipato alla prima edizione del Contamination Lab Veneto.

Sono Davide Migliuolo. Probabilmente vi ricordate di me, ho partecipato alla prima edizione del C-Lab Veneto, un paio di anni fa. Vi scrivo questa mail per ringraziarvi. Non l’ho fatto al termine del progetto perchè non ero ancora riuscito a cogliere l’utilità e l’importanza di ciò che avevo portato a termine. Quell’anno ho partecipato al Co-Living, e ho portato a termine un’esperienza multidisciplinare nell’azienda Zoppelletto, insieme a tre studenti di ingegneria gestionale e ad uno studente di economia. In quel periodo, tra le pressioni dei vari esami e l’approfondimento dei corsi che avevate messo a disposizione, vidi l’esperienza come utile, interessante e arricchente, ma senza capire dove mi avrebbe portato. A dire il vero, i mesi che ho trascorso a recarmi presso l’azienda non mi hanno fatto vivere quel “brivido” che mi aspettavo avrei provato affacciandomi da lontano al mondo del lavoro, anche perché credo che la linea sottile che divide il mondo della teoria e della pratica funziona un po’ come una lente di ingrandimento, da ciascuno dei due mondi l’altro ti sembra molto più grande. Caratterialmente però sono un tipo che si lancia parecchio nelle cose, altrimenti non avrei mai partecipato a quel tipo di progetto, che comunque pensavo avrebbe tenuto il mio mondo universitario (psicologia del lavoro) un po’ ai margini. Ho portato comunque a termine l’esperienza, non immaginando dove mi avrebbe portato. Per farla breve, subito dopo sono andato a fare uno stage all’estero attraverso l’Erasmus Traineeship, convinto che finalmente avrei aggiunto qualcosa di ancora più pratico al mio CV, di cui ero ossessionato. Subito dopo essere tornato, la chiamata di Amazon, per un tirocinio da loro nelle risorse umane. L’intervista però era molto particolare, non avevo mai avuto a che fare con qualcosa del genere: era di tipo “esperienziale”. Mi lancio in questa ulteriore sfida, poco sicuro che avrei portato a casa qualcosa, dal momento che c’era davvero poco che portavo con me di esperienza.
Passo le prime due, alla terza incontro quello che oggi è diventato Manager di un sito nuovo appena costruito. Le domande sono molto precise, e iniziano tutte con quel “raccontami di una volta che…”.
In erasmus avevo fatto un lavoro di ufficio, quindi avevo poco da raccontare. Ma quei 7 mesi che sono andato in azienda qualcosa avevo visto, alcune dinamiche e soprattutto alcuni problemi aziendali che ho vissuto in corso d’opera mi erano rimasti impressi. Quindi racconto di tutto quello che è successo, di quello che ho osservato, di cui ho fatto esperienza anche senza parteciparvi direttamente (con il senno di poi, chissà che danni avrei combinato…).
Oggi ho un contratto indeterminato nelle risorse umane in Amazon, sono nel team di lancio di un nuovo sito logistico, e sono stato trainato per essere anche io intervistatore esperienziale. Tutto ciò non sarebbe stato possibile se non fosse stato per questo progetto. Mi sento di aggiungere altre contaminazioni, oltre multidisciplinare e multiculturale, anche multipratica. Ho pensato di scrivervi perché ritengo che la riconoscenza sia alla base di qualsiasi percorso, specialmente se ti ha dato così tanto in modo silenzioso e prorompente.
Vi auguro buona fortuna per tutto e vi ringrazio nuovamente, soprattutto per quello che date a tanti studenti universitari che si sentono rincorsi dal mondo del lavoro senza averlo mai incontrato.

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