Le esperienze degli imprenditori: l’innovazione accelera con i team di laureandi

Un sistema per testare, velocemente, le capacità di candidati. La realtà virtuale o aumentata applicata al B2B di grandi e piccole aziende. L’abbattitore domestico che, da idea, diventa realtà. Tre esempi di come può essere stretto il legame fra mondo accademico e innovazione aziendale.

 

Storie come quella di «Skill scout», un software realizzato da un team di cinque laureandi per la Zucchetti. «Un gruppo affiatato e multidisciplinare – spiega il coordinatore tecnico generale dell’azienda che produce software, Gregorio Piccoli – che ha saputo trovare una soluzione a una nostra specifica esigenza, quella di ridurre i tempi delle domande nei colloqui di lavoro individuando, allo stesso tempo, un sistema capace di testare realmente le hard skills dei candidati». Così è stato messo a punto un software che testa le capacità informatiche, tecniche e di problem solving dei candidati. Un «pre-colloquio» agile e informatizzato capace di delineare al meglio i profili. «Da tre anni lo testiamo internamente in azienda e nelle fiere, dovunque ci siano persone che si propongono – conferma Piccoli –. Il prossimo step sarà inserirlo nei nostri prodotti che proponiamo per la gestione delle risorse umane. Una bellissima esperienza quella di Mimprendo, che ci ha permesso di vedere un’idea diventare prima un progetto, poi un prodotto».

Una situazione simile per Experenti, startup che propone realtà aumentata e virtuale applicata al B2B di imprese, soprattutto multinazionali dell’industria e dell’health care. «Mimprendo è stata la scintilla che ha fatto scattare il nostro progetto – spiega il Ceo Amir Baldissera –. Il progetto è nato nell’altra azienda in cui lavoro, Mentis. Avevamo l’esigenza di trovare la tecnologia adatta per raccontare realtà industriali, spesso startup, con un grande potenziale inespresso. Da là è scattata l’indagine che ha portato, poi, ad Experenti». Una strada percorsa in fretta: ora la realtà di Massanzago (Padova), lavora per multinazionali quali Wolkswagen, Siemens, Assicurazioni Generali, Acqua San Benedetto e Takeda, la più grande casa farmaceutica del Giappone. «Possiamo dire – conclude Baldissera – che senza Mimprendo forse non saremmo qui. È stato lo stimolo per tirare fuori e sviluppare un’idea che avevamo nel cassetto».

E nel cassetto un’idea ce l’aveva anche la Coldline di Torreglia, specializzata in abbattitori: crearne uno domestico. «Ma ci mancavano le risorse da dedicare al progetto – spiega il direttore generale Alessandro Bagante –. I tre ragazzi di Mimprendo che hanno lavorato all’ipotesi ci hanno permesso di cominciare un percorso che poi è stato concretizzato in azienda, fino ad arrivare alla commercializzazione. Il loro progetto ci ha fatto capire che la strada intrapresa era quella giusta e, in fondo, ci ha obbligato ad andare avanti, a far diventare realtà l’idea iniziale». Così è nato Coldline Living, un abbattitore domestico che incontra i gusti dei clienti. «Abbiamo voluto pensare anche ad uno stile di marketing diverso, innovativo. E alla fine delle dimostrazioni che organizziamo c’è sempre un buon tasso di conversione». Anche per la Coldline il contributo dei tre ingegneri del team di Mimprendo è servito da stimolo: casi concreti del «ponte» innovativo fra Università e mondo dell’impresa.

La soddisfazione traspare anche dalla parole di Simole Pasquali, direttore generale di Sea-land Srl , il quale tottolinea che “in Sea-Land siamo orgogliosi di aver preso parte a Mimprendo per tre motivi diversi: 1. abbiamo sviluppato un sistema di gestione delle nostre linee produttive completamente integrato al nostro ERP due anni prima che questo approccio diventasse “moda”; 2. abbiamo conosciuto una diversa modalità di interazione con i giovani talenti che si trovano nelle nostre università. Una modalità ben strutturata ed ottimamente gestita che ci è servita anche per rivedere il nostro approccio ai processi di Innovazione; 3. abbbiamo apprezzato il talento di cinque ragazzi giovani e di mentalità aperta, offrendo loro la possibilità di misurarsi in un contesto lavorativo che li ha sicuramente arricchiti di esperienza”.